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ARTICOLO
STORIA - CORPORAZIONI

MAJESTIC TRUST: UNA CORP STORICA

MIKE VOLTAGE

La nostra rubrica di approfondimento storico inizia nel migliore dei modi. Abbiamo incontrato Mike Voltage, ex CEO di Majestic Trust, ed abbiamo chiacchierato amichevolmente su diversi aspetti legati alla sua storica Corporazione. Mike è stato gentile e generoso nell’offrirci quella spontanea disponibilità nel rispondere alle nostre domande. Parlare con lui è stato piacevole e istruttivo. Quello che segue è l’intervista integrale.

INTERVISTA

Thabnken Aih’Haken: Bene, direi che possiamo iniziare la nostra chiacchierata / intervista a Mike Voltage. Innanzitutto grazie di aver accettato, Mike.
Mike Voltage: Nessun problema, mi fa piacere poter dare il mio contributo a questa rubrica narrando alcuni dei fatti che hanno riguardato la mia personale esperienza in New Eden.

T.A.: Il tuo nome è associato ad una Corp ben precisa: la Majestic Trust. A quanto mi risulta la Trust non è più attiva ma i due fondatori, si dice, sono ancora in attività in New Eden. Non posso dire nulla dell’altro co-fondatore ma tu sei qui, ora. Direi che almeno metà delle voci sono vere, non è così?
M.V.: Majestic Trust venne fondata da me e da un mio amico di vecchia data che mi ha accompagnato in molteplici avventure diverse e con il quale intrattengo rapporti da più di cinque anni. Il nostro obiettivo all’epoca era creare un punto di riferimento per tutti gli italiani che avevano intenzione di iniziare la loro avventura in New Eden ma erano spaventati o disorientati dalla difficoltà e devo dire che i risultati che poi abbiamo ottenuti sono stati più che buoni fino al nostro disband avvenuto in circostanze abbastanza tristi.

T.A.: Su questo punto, se sei d’accordo, tornerei più avanti, approfondendo l’argomento.
M.V.: Si assolutamente.

T.A.: Si dice che la Trust abbia dato vita ad alcune delle attuali maggiori Corp di lingua italiana e che all’epoca fosse un punto di riferimento per molti. Questa descrizione è corretta? Vuoi aggiungere qualcosa?
M.V.: Majestic Trust ha contribuito a formare alcuni dei fondatori di corporazioni attualmente operanti in alcune regioni dello spazio sia imperiale che non. Non ha dato direttamente vita a queste corporazioni ma i loro fondatori sono stati istruiti e formati tra le file di Majestic Trust sicché posso dire che forse non ne siamo stati gli artefici diretti ma abbiamo contribuito in maniera molto evidente.

T.A.: Per dare un’idea preliminare della tua ex Corp, come la definiresti in poche parole, così da inquadrare al meglio l’argomento, prima di continuare?
M.V.: La Corp svolgeva il ruolo di insegnamento, reclutavamo spesso persone alle primissime armi e davamo loro tutto il necessario in termini di conoscenze e di aiuto per far intraprendere loro la strada che più gli interessava, sotto questo profilo, la tipologia di Corp più adeguata a spiegare Majestic Trust è un’accademia.

T.A.: Come CEO (e fondatore) della Trust quali erano gli obiettivi che ti eri prefissato? Oppure, più che di obiettivi dovremmo parlare di sogni e speranze? E nel caso, trovi che vi sia differenza fra le due cose?
M.V.: Quando Majestic Trust venne fondata non avevamo un obiettivo così ambizioso, la Corp partì perché volevamo avere degli impianti di riferimento, volevamo anche avviare un minimo di produzione industriale perché all’epoca sia io che il co-founder eravamo dei mission runners molto attivi e ci servivano soldi per finanziare la Corp e la relativa POS. Man mano vedevamo che gli italiani che iniziavano la loro avventura venivano trattati in maniera molto scortese nei canali italiani e spesso abbandonavano perché non avevano un punto di riferimento, decidemmo così di iniziare a fare un po’ di reclutamento per rinfoltire i ranghi e poi da lì è iniziato tutto. Sogni non ne avevamo perché eravamo entrambi abbastanza anziani e skillati sicché sapevamo a cosa andavamo incontro con un impegno di quel genere ma avevamo la speranza di creare un ambiente rilassato, non oppressivo come succedeva altrove ed adatto a forgiare dei capsulati migliori.

T.A.: Secondo alcuni, quando si pensa ad un CEO lo si deve immaginare come una persona schizofrenica, troppo presa dagli affari della propria Corp ed incapace di gestire i “piani bassi”, dove vivono i piloti. E’ proprio così? Tu come hai vissuto quei momenti?
M.V.: Quando fondammo la Corp io mi interessai da subito del reclutamento, avevo sviluppato un mio sistema che chiamavo reclutamento passivo. In quella maniera non ero io che reclutavo ma la gente chiedeva di entrare in Corp. In questa maniera la Corp ha potuto mantenere un basso profilo fino al momento in cui non è stata pronta ad eventuali guerre e le persone che entravano lo facevano perchè ne erano convinte e non perchè venivano adescate da tante belle parole scritte in chat. In questa maniera le pretese di chi veniva reclutato erano più basse e la Corp aveva il tempo di capire la persona ed aiutarla. Tutto l’operato di Majestic Trust era basato sul’equilibrio che esisteva tra gli officers ed i membri normali, non aveva senso creare un distacco perché avrebbe solo allentato la coesione che si viveva in Corp. Personalmente non sono mai stato schizofrenico o eccessivamente duro, un gruppo come una corporazione basata sull’interazione di una cinquantina di persone non ha necessariamente bisogno di una gerarchia strettamente militare, l’importante è che ognuno abbia un suo ruolo e che tutti siano a conoscenza dei ruoli degli altri. Senza troppi segreti.

T.A.: Rispetto agli input iniziali cui si è sottoposti quando si sale per la prima volta su un pod in cosa differisce, a tuo avviso, l’esperienza di gestione di una Corp? Si rischia di perdere quel quid legato a quell’immediatezza tipica di quando si è soltanto dei piloti?
M.V.: Di sicuro si perde un po’ della naturalezza semplice da pilota, hai più responsabilità e ruoli ed il tutto diventa meno spontaneo ma ti dà una grande opportunità di crescita. Alla fine creare una Corp è un’operazione molto semplice. Gestirla diventa più complesso all’aumentare degli iscritti ma a mio avviso la vera difficoltà è un’altra ed era la cosa su cui io puntavo molto come CEO: la reputazione. Quando un CEO scrive, lo fa come rappresentante della corporazione, all’esterno. Le persone, non potendo avere altre informazioni al primo approccio, basano l’idea che si fanno della Corp da come si comporta il suo CEO. Io come CEO ho sempre cercato di scrivere in maniera molto mirata e sottile in modo da non dare l’idea dello sprovveduto alla sua prima esperienza. Anche se in effetti lo era eccome la prima esperienza. In questa maniera Majestic Trust aveva sempre un’aura di serietà anche se in realtà in TS si scherzava e si rideva come in pochi altri posti. L’immagine che trasmettevamo alla community era di serietà, all’interno però l’ambiente era rilassato e piacevole.

T.A.: La Majestic Trust, abbiamo detto, è una delle prime Corp in lingua italiana. Quindi rientrerebbe nella definizione di Corp storica. Secondo te è corretta? E che effetto fa essere considerati così? E quali sono, secondo te, gli aspetti positivi di questa considerazione?
M.V.: Nel panorama italiano vi erano molte Corp italiane impegnate in molteplici settori, dall’industria all’esplorazione, di certo non siamo stati i primi o tra i primi a farlo, ma forse siamo stati i primi ad instaurare un certo tipo di rapporto tra i nuovi capsulati che si affacciavano a New Eden e quelli vecchi che non offrivano loro aiuto ma addirittura li denigravano ed offendevano nei canali italiani. Per lungo periodo infatti, oltre al nostro canale di reclutamento, è stato aperto un canale chiamato “Italian Academy” che aveva il compito di istruire le persone senza direttamente coinvolgerle nella Corporazione perchè magari non erano interessate o non si volevano impegnare più di tanto. In questa maniera avevamo creato una sorta di canale secondario in cui le persone potevano socializzare creando nuovi gruppi e contemporaneamente si interessavano alla Corp in maniera passiva.

T.A.: Una gestione rivolta ai capsulati in prima battuta, dunque. E’ sicuramente onorevole e fonte d’ispirazione, credo. Hai citato New Eden come un tutto, dunque. La macro-politica di New Eden, a mio avviso, è composta da infinite micro-politiche locali, le cui basi sono fortemente radicate nel contesto delle Alleanze e delle Corporazioni che le compongono. Sei d’accordo con questa visione?
M.V.: New Eden è come un corpo umano composto da organi e sottosistemi dedicati, tutte le funzioni primarie vengono comandate, a meno di sistemi autonomi, dal cervello, ma il cervello non potrebbe mai sopravvivere senza tutti gli altri sottosistemi. La politica di New Eden funziona allo stesso modo. Un’Alleanza che conta centinaia di corporazioni esiste e sopravvive perché al suo interno ognuno fa la sua parte, conosce il suo ruolo e lo espleta al meglio. Anche le attuali alleanze pet hanno una loro funzione ben definita ed è soprattutto grazie ai soldi che queste producono che le grosse alleanze possono schierare flotte di centinaia di supercapital. Come si suol dire “la resistenza di una catena è data da quella del suo anello più debole“.

T.A.: Dal momento che gli elementi fondamentali di queste micro-politiche sono le Corporazioni, prima ancora che le Alleanze, quale ruolo ritieni abbia avuto la Majestic Trust a livello locale, nelle sue zone di influenza nel momento di massima espansione ed attività?
M.V.: Noi formavamo piloti, questi spesso rimanevano con noi ma qualche volta ci hanno abbandonato per cercare la loro strada. Sotto questo punto di vista ritengo che Majestic Trust abbia avuto un ruolo sicuramente marginale nel panorama internazionale ma abbastanza consistente su quello italiano. Tra le nostre fila sono passati dei capsulati che una volta usciti hanno fondato corporazioni ed alleanze alcune delle quali attualmente operanti in varie regioni null-sec. Chi può dire cosa sarebbe successo se non li avessimo aiutati ma li avessimo lasciati nelle chat italiane a ricevere insulti, probabilmente oggi quelle corporazioni non esisterebbero oppure avrebbero nomi diversi, CEO diversi, impostazioni diverse. Con una rosa di possibilità così ampia non so onestamente rispondere alla tua domanda.

T.A.: Non posso darti torto. Pensandoci bene, però, l’attività politica di una Corp si misura anche attraverso le logiche di distribuzione della ricchezza, vere e proprie leve grazie alle quali i CEO costruiscono o distruggono la loro fortuna e quelli dei capsulati al loro servizio. Qual è la tua posizione in merito a questa affermazione?
M.V.: Una Corp Accademia come la nostra avendo il compito di formare le persone che vi si iscrivevano doveva ovviamente affrontare delle spese di gestione, io ed i miei officers ci siamo sempre regolati in maniera da non gravare eccessivamente sulle tasche di tutti i nuovi giocatori, le tasse erano ridotte al minimo, se non ricordo male al 5% e servivano essenzialmente per pagare gli uffici e gli hangar corporativi, la POS era a carico mio e degli officers e tutte le varie spese di blueprint e simili erano tutte a spese nostre ma acquistate con un fondo comune creato da fondatori e da chi voleva partecipare, sotto quel profilo abbiamo sempre cercato di essere più chiari possibile, i log del wallet di Corp erano leggibili da tutti i corporati proprio per evitare il crearsi di possibili malumori ad esso legati. In questi termini io ci ho rimesso parecchio in termini di volgare denaro ma non mi è dispiaciuto perché ho avuto la possibilità di fare un’interessante esperienza.

T.A.: Si pensa ai CEO come a personaggi potenti, ricchi e determinati, in grado di tirare le fila della loro Corp con astuzia e scaltrezza. Quanto c’è di vero in questa definizione o quanto, invece, la gestione interna è frammentata?
M.V.: Io sono indubbiamente il CEO più squattrinato di New Eden. Il tirar i fili alle spalle è stata una tecnica che ho usato più volte per influenzare alcune meccaniche del gruppo senza espormi troppo ma sempre e solo quando lo ritenevo strettamente necessario. Questa è una tecnica molto efficiente ma anche molto rischiosa perchè la prima cosa che si perde se si è scoperti a praticarla è la fiducia. E le corporazioni sono basate sulla fiducia nel CEO.

T.A.: Quindi, tirando le somme e parlando in generale, quanto incide, a tuo avviso, il peso politico di Corp sul panorama internazionale di New Eden?
M.V.: Intendi di una Corp generica o della mia?
T.A.: Due parole in generale e due parole per la tua.
M.V.: Nel panorama internazionale non credo che Majestic Trust abbia ricoperto un ruolo così determinante da essere famosa ma potrei dire lo stesso di tutte le corporazioni ben più grandi di cui nessuno conosce i nomi e che fanno parte della politica solo perché facenti parte di grosse alleanze. Genericamente però una Corp Accademia se riesce a sfondare un certo limite di numero di iscritti può diventare realmente un punto di riferimento come è stato per Eve University, ma un numero troppo ingente di persone porta ad un inevitabile impoverimento dei rapporti umani all’interno della Corp stessa trasformandola in una succursale di una caserma.

T.A.: Molto bene. Cambiamo argomento, ora. E passiamo dalla storia fatta a colpi di battaglie alla storia intima della Majestic Trust. Che tipi di ricordi hai legati a quella Corp?
M.V.: Ancora oggi mi ritrovo spesso a parlare di Majestic Trust con molta tristezza, da quando la Corp non esiste più abbiamo pensato più volte di rifondarla ma ci siamo sempre trattenuti dal farlo, forse per evitare di ripercorrere lo stesso cammino o forse perché, tutto sommato, New Eden non ci attrae più come prima e non ci sentiamo adatti a riprendere certi tipi di responsabilità, anche la community italiana è calata e personalmente vedo sempre meno persone affacciarvisi. Una Corp Accademia come la nostra oggi non avrebbe molto senso, a questo punto e con le esperienze sia positive che negative maturate alle spalle, personalmente preferisco prendere ordini piuttosto che darli.

T.A.: Sentendoti dire questo tornerei sull’argomento cui inizialmente abbiamo solo accennato. Da quanto mi hai detto l’altro giorno la tua Corp è stata scammata. E’ una notizia vera? Ce ne vuoi parlare? O è qualcosa di cui preferisci non discutere?
M.V.: Si, la Corp è stata scammata ma devo ammettere che una parte di responsabilità l’ho anche io. All’epoca dei fatti venimmo contattati da uno strano figuro, già noto a livello internazionale come una sorta di eminenza grigia di New Eden, tale Krall Amarr di cui hai sicuramente sentito parlare. Krall io personalmente non lo conoscevo e non ne avevo mai sentito parlare ma era noto per i suoi intrighi e falsi giochetti, ci propose di trasferirci in null-sec nella regione di Omist fondendo Majestic Trust, che all’epoca contava un centinaio di iscritti,e la sua TH3 UnT0uChaBl3S. Io avevo già avuto esperienze in null-sec, avevo vissuto per un annetto in Deklein e Branch con i Razor ed alleati e l’offerta capitava in un periodo un pò magro per la Corp perchè alcuni avevano abbandonato, altri non potevano garantire la presenza, era anche un periodo estivo, si parla di Agosto YC113 circa. Quando arrivò questa proposta facemmo un sondaggio interno e la maggior parte dei membri era favorevole al trasferimento, ma a me sembrava una proposta troppo allettante, ci avevano offerto un posto da director e reship totale, capital comprese, con alle spalle un’alleanza di cui loro erano essenzialmente gli executor. Decisi così di affidare il comando della Corp ad uno dei nostri officers, uscire dalla Corp con altre tre persone e trasferirci temporaneamente in Omist per vedere come andavano realmente le cose e se era un posto adeguato ai nostri corporati o questi cercavano della carne da cannone. Poi me ne sono pentito amaramente di questa scelta. Contemporaneamente lasciai tutti i poteri di CEO ad un nostro fidato officer il quale mentre noi eravamo ancora in null-sec ebbe dei seri problemi familiari e dovette abbandonare per un mesetto. Senza interpellarci passò tutti i poteri ad una persona di cui ci fidavamo e sparì per separarsi dalla moglie. La persona che aveva ricevuto i poteri, oggi founder e co-CEO di una grossa Corp in null-sec smontò la POS, rubò tutti i beni di Corp e disbandò sparendo nel nulla.

T.A.: Ammetto di essere senza parole. Credo sia un colpo non indifferente per un CEO, veder crollare tutto così precipitosamente, in un lasso di tempo così ridotto. Vorrei esprimerti tutta la mia solidarietà. Nella speranza di rielaborare il concetto con un’altra chiave di lettura senza rivangare oltre ricordi spiacevoli, vorrei chiederti quanto sono forti, per te, i legami che si creano all’interno di una Corp. Esiste qualcosa che va oltre le prospettive di profitto comune, come un progetto o un bene superiore che lega i membri oltre al vincolo corporativo?
M.V.: Ti ringrazio per la comprensione, effettivamente la botta maggiore è stata veder crollare tutto da un giorno all’altro senza una motivazione apparente, al di là della perdita monetaria che comunque è stata ingente, la perdita morale è stata ben peggiore e forse è questo il motivo per il quale dopo il disband non abbiamo più pensato di ricominciare con una nuova Corp anche se per miei motivi di ricordo, a Maggio YC114, ho ricreato Majestic Trust con esattamente lo stesso logo e tag e l’ho affidata ad un mio alt (Isabela Erkkinen, ndr) per impedire a chiunque altro di prenderne il nome. Esiste sicuramente qualcosa al di là del mero profitto comune ed io ne ho sperimentato sulla mia pelle l’esistenza ma dipende essenzialmente da quanto è idealista/sentimentale il CEO, per molti è solo una questione di numeri in genere danno vita a delle Corp sterili che non hanno nulla di umano, dove magari le persone si limitano a parlare solo quando sono a bordo della loro nave, nel nostro caso noi eravamo sempre in TS insieme, anche se connessi da luoghi diversi o semplicemente per chiacchierare quando si aveva la pausa dallo studio o 5 minuti di relax dal lavoro.

T.A.: Come abbiamo già detto la Majestic Trust è stata la Corp che ha dato il LA alla genesi di diverse realtà differenti e stratificate. Come vedi questa cosa? Cosa pensi si sia perso, del messaggio originale della tua Corp oppure quanto riconosci dei tuoi valori o dei tuoi ideali in quelli delle attuali Corp nate dalla Trust?
M.V.: La Corp non aveva propriamente un messaggio da trasmettere, come ho detto noi formavamo i nuovi piloti e poi li aiutavamo a trovare la loro strada, alcuni rimanevano con noi perchè l’ambiente era loro congeniale, altri, nel tempo, ci hanno abbandonato per cercare la loro strada, alcuni sono diventati dei ricchi mercanti, ne ricordo uno in particolare che costretto a letto da un gravissimo male collezionò in quattro mesi circa quasi 900 miliardi di ISK e poi smise perchè scammato dalla stessa persona che successivamente scammò la Corp. In questo senso io direi che il nostro obiettivo è stato ampiamente raggiunto.

T.A.: Ehehehe, sì, credo di sì. Se potessi tornare indietro, ai tempi in cui la Majestic Trust era all’apice del successo, cosa cambieresti? E cosa, invece, rifaresti allo stesso identico modo?
M.V.: Non andrei in Omist e manderei al diavolo Krall Amarr senza nemmeno starci a discutere più di tanto e forse non recluterei questa persona artefice della nostra disfatta, per il resto non ho rimpianti sul mio operato.

T.A.: Quando ci siamo sentiti la prima volta, qualche giorno fa, per organizzare questa intervista, abbiamo toccato l’argomento esplorazione e giornalismo, con un veloce scambio di battute. Mi ha colpito il concetto di preclusione di alcuni aspetti della vita di New Eden rispetto alle scelte che ognuno di noi compie, quando mette piede nel pod per la prima volta. Rispetto a questa idea, credi di esserti precluso qualcosa, in questi anni? Dal momento che non appartieni a nessun’altra Corporazione, al momento, hai dei piani per il tuo futuro? Esiste qualcosa che Mike Voltage vorrebbe fare? Qualcosa di non ancora sperimentato, forse?
M.V.: Nel momento in cui si fa una scelta è inevitabile che alcune opzioni vengano escluse da un certo futuro, nel mio caso quei due anni di Majestic Trust forse mi hanno levato grandi guerre e flotte a cui avrei potuto partecipare ma nella rosa di futuri possibili non mi pento di aver fatto quella scelta, probabilmente non la rifarei ma non credo di aver sprecato del tempo. Per quanto riguarda il futuro non lo so, avevo preso contatti con una Corp ma a quanto pare una mia presa di posizioni non era condivisa dal CEO e questi invece di chiedere spiegazioni ha ben pensato di kickarmi dalla Corp senza nemmeno usarmi la cortesia di avvisarmi. Vorrei evitare di tornare in null-sec, probabilmente proverò il factional warfare oppure le incursions che sono esperienze che ancora mi mancano.

T.A.: Un ultimo scambio di battute, Mike. Con la tua esperienza di CEO alle spalle come vedi l’attuale assetto geopolitico delle Alleanze? Magari di quelle che inglobano Corp in lingua italiana?
M.V.: Sono tornato in impero da quasi nove mesi, non seguo molto l’andamento politico del null-sec e quindi non ho una chiara visione in merito e devo dirti onestamente che non mi interessa nemmeno tanto. Il grosso limite delle corporazioni/alleanze italiane è sempre stata la mancanza di collaborazione. Meglio essere nemici che alleati, meglio ignorarsi che aiutarsi, in questa maniera ogni Corp è indipendente e può comandare a modo suo. Io sono stato in altre corporazioni italiane in null-sec prima di tornare in impero ed il problema era sempre quello. Tutti volevano comandare e quasi nessuno obbedire.

T.A.: Ragionando un secondo su questo limite come tu lo definisci, pensi che sia un problema storico oppure è effettivamente cambiato il modo di gestire le Corp, oggi? Forse i CEO di oggi hanno perso quell’aura che li contraddistingueva in passato? E’ cambiato qualcosa, in questi anni?
M.V.: No, non credo che sia una cosa soggetta ad evoluzione, ogni CEO ha una sua personalità, un suo modo di vedere le cose ed un suo carattere, creando una Corp si imprime parte di queste qualità nella Corp stessa ed anche le persone reclutate avranno dei comportamenti adeguati all’andamento della Corp, basti pensare alle Corp di pirati che notoriamente sono abbastanza propensi al prendere in giro in chat e lo sono tutti, dall’anziano alla nuova recluta. Io credo che la personalità di una Corp derivi direttamente da quella del suo CEO o fondatore. Forse l’unica cosa che potrebbe influenzare questo andamento è l’eccessiva semplificazione di alcune procedure strutturali e organizzative avvenute in questi anni in molti livelli, un approccio troppo semplice verso alcuni aspetti organizzativi attira e permette l’accesso a persone di tutte le fasce di età e se prima avevamo solo gli immaturi di 40 anni, se la tendenza rimarrà questa inizieremo ad avere anche gli immaturi di 15 anni e allora lì sì, cambierà qualcosa nelle corporazioni.

T.A.: Mike, non so come ringraziarti per questa intervista. Questa tua testimonianza è impagabile. I lettori del Chronicle ne saranno entusiasti. Hai qualche considerazione finale che vorresti condividere? Qualche pensiero? Magari sul futuro di New Eden. Tu come lo vedi, a proposito?
M.V.: MI ha fatto piacere aver contribuito, spero che anche altri esponenti di corporazioni italiane si uniscano al progetto per, magari, farci scoprire storie che nemmeno immaginiamo. Alla fine la rete è nata per condividere informazioni, se le nostre storie restano solo nostre, la rete perde il suo scopo. Spero che in futuro New Eden ci riservi sempre ottime novità come ha sempre fatto negli ultimi dieci anni.

T.A.: E con quest’ultima tua riflessione direi che il nostro incontro si conclude qui. A nome del Chronicle, e dei suoi lettori, il grande ringraziamento va a Mike Voltage e alla sua cordiale spontaneità. Mike, grazie. Davvero. E’ stato un vero piacere.
M.V.: Lo è stato anche per me.

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Discussion

7 thoughts on “MAJESTIC TRUST: UNA CORP STORICA

  1. bella intervista, complimenti a tutti e 2. Chissà se gioca ancora Mike.

    Posted by ;-) | August 23, 2013, 11:07 am
  2. Ho le lacrime agli occhi, grazie di esistere Mike!

    Posted by More | September 5, 2013, 9:16 pm
  3. quante ciofeche che ha sparato….

    Posted by Pirlone | September 5, 2013, 9:38 pm
  4. Da uno che posta come “pirlone” accettare una critica è difficile..

    Posted by Mike Voltage | September 14, 2013, 9:17 am
  5. “M.V.: Majestic Trust venne fondata da me e da un mio amico di vecchia data…”
    Questa corp in realtà venne fondata da una costola PVE di DRP, se non sbaglio, dato che in tale corp non ti davano spazio, grazie alle strabilianti ciofeche che riuscivi ad inventare. Una delle migliori era: “con 10.0 di standing di fazione, puoi ancorare una pos in spazio 1.0” e via di questo passo.

    Posted by ..... | October 3, 2013, 7:45 pm
  6. Se invece di abbandonarci portandoti via tutti quelli che facevano PVE proprio in piena guerra con DRP non avrei dovuto reppare la pos io e Sandy da soli per poi toglierla e cambiare zona visto che ero rimasto con i miners e indi. La “tua” corp è nata proprio sotto un bel segno…ed il fatto di non avvisare l’allenaza della decisione è stato proprio un altro bel atto…

    Posted by More | October 26, 2013, 6:03 pm

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