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ARTICOLO
REPORTAGES

UN INCONTRO INTERESSANTE

di Thabnken Aih’Haken

INTRODUZIONE

Quello che sta per accadere sarà un incontro forse breve ma sicuramente interessante e portatore di grandi emozioni. Il mio contatto, la capsulata con la quale sto per avere un rendez-vous, mi ha promesso la possibilità di addentrarmi in un paio di sistemi null-sec, quelli in cui lei opera e, nello specifico, la possibilità di poter vedere con i miei occhi un Jump Bridge. Prprio così: oggi sono qui per vedere un Jump Bridge.

Non ho mai visto con i miei occhi queste immense strutture che permettono viaggi di intere flotte senza dover utilizzare i normali Stargate e, per questo, sono le riconoscente. Per l’opportunità che mi regala. Anche perchè, di fatto, senza di lei non avrei mai avuto questa chance.

Per questo motivo il Kutralar è giunto al punto di incontro con la mia fonte: il sistema KPB7-G, ovviamente un sistema null-sec. Più precisamente, l’incontro avverrà appena fuori il perimetro della stazione The Pig Sty. Ho atteso di giungere fin qui finché lei non mi ha dato il via libera. E’ sempre encomiabile quanto gli altri mettano a rischio le loro vite e le loro navi per permettermi di raggiungere questi luoghi (ne parlerò adeguatamente nel prossimo reportage, ndr).

Finalmente ci sono. Eccola. Mi trovo faccia a faccia con la capsulata. Sebbene io non possa rivelare la sua identità, le ho chiesto di presentarsi con una breve descrizione e lei mi ha fornito una quadro complessivo che possa delinearla, così da avere un’idea del tipo di persona che si cela dietro la nave che i miei sensori stanno rilevando. Ecco cosa mi ha detto.

“Sono è un’ex pirata, da ormai qualche tempo in Providence. Ho spostato i miei interessi nei sistemi null-sec per aumentare un po’ il mio fatturato e provare il gioco di potere delle Alleanze. Sono, appunto, entrata in una Federazione (di cui, ovviamente, non diremo il nome, ndr.), dove mi hanno assegnata un ruolo nella Flotta.

Piloto quotidianamente Assault Frigates e Stealth Bombers. Quando non sono impegnata in missioni per la difesa del territorio mi piace girovagare nei sistemi null-sec per coltivare le mie due antiche passioni: l’hacking e l’archeologia (che, per inciso, sono anche le mie, ndr).

Di tanto in tanto, mi diverto anche ad alzare qualche ISK con i ratti, che nei sistemi null-sec fruttano bene, soprattutto se presenti nelle anomalie.”

Ecco qua. Questa è lei, la capsulata che ho di fronte a me, ora. Una donna decisa ma cordiale. Spiritosa e divertente. Ma che, ne sono sicuro, non esiterebbe un attimo a polverizzarmi se mi ritenesse una minaccia.

Ma non abbiamo molto tempo. Lei è molto impegnata e se vogliamo vedere il Jump Bridge sarà meglio muoversi. Neanche a farlo apposta, sola e abbandonata, a pochi kilometri di distanza dalla stazione, c’è una navetta Minmatar. Decido di farla mia, abbandonando il Kutralar al suo destino. Ora mi sento ancora più immerso nella situazione, avendo abbordato una nave.

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Foto 1: la capsulata ed io di fronte alla The Pig Sty

Terminati i convenevoli, entrambi capiamo di essere pronti. Lei è pronta. Io sono pronto. Procediamo, allora, subito a raggiungere una cosa interessante, prima di arrivare al Jump Bridge: la Territorial Claim Unit di questo sistema, che appartiene ai Severance.

LA TERRITORIAL CONTROL UNIT

La TCU è una struttura atta a mostrare l’attuale sovranità territoriale e, come si può facilmente intuire, è destinata a mutare nel tempo, in caso di passaggio di sovranità ad un’altra fazione, dopo una battaglia o una guerra.

Purtroppo, la TCU si trova all’interno di una bolla antiwarp ed è molto vicina alle torrette di difesa delle varie strutture corporative di questo sistema. Entrambi pensavamo che le torrette mi avrebbero evitato. Non è stato così e, purtroppo, le torrette hanno disintegrato la nave Minmatar, lasciandomi solo dentro il mio POD. Ovviamente non è accaduto nulla di grave. Ho semplicemente continuato il mio tour all’interno del POD. Senza shuttle. Non è poi la fine del mondo.

Lei, fra le altre cose, mi dice che qui, generalmente, si parla di guerra fra Alleanze piuttosto che di guerre fra Corporazioni. E’ una cosa ben diversa. Lo comprendo anch’io, nonostante non sia il mio pane quotidiano.

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Foto 2: la TCU dei Severance, decisamente troppo vicina agli scudi delle strutture

Terminata la mia visita alla TCU, lei mi invita a seguirla verso il sistema B-WPLZ solo dopo aver controllato che non vi fossero pericoli. Perchè proprio il sistema B-WPLZ? Semplice: perchè là avrò l’occasione di assaporare il piatto forte. Là avrò la possibilità di vedere con i miei occhi un Jump Bridge.

IL JUMP BRIDGE

Per definizione, un Jump Bridge consente un collegamento fra due stazioni in sistemi vicini e stabilisce un corridoio di salto artificiale, garantendo il transito istantaneo fra i due punti collegati. Una sorta di Stargate personale, insomma.

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Foto 3: il Jump Bridge che conduce a OP9-BM

Lei mi dice che i Jump Bridges, al massimo, hanno un range massimo di operatività che dovrebbe essere di cinque anni luce, oltre il quale non è possibile collegare altri Jump Bridges. Le chiedo se è possibile, virtualmente, creare una catena di Jump Bridges.

La risposta, ovviamente, è sì. Mi dice che le Alleanza lo fanno. Non solo, lei mi spiega che, generalmente, i Jump Bridges utilizzati dalle Alleanze non sono uno collegati l’uno all’altro ma servono per dare alle flotte scorciatoie per anticipare le flotte nemiche.

Ovviamente. Queste mega strutture hanno una versatilità davvero notevole, non c’è che dire. Entrando più nel merito, la capsulata mi dice che il Jump Bridge va mantenuto, con costi fissi per l’Alleanza. Di quanto parliamo, chiedo. La risposta trancia le gambe: intorno agli 800 milioni di ISK al mese, più o meno.

Senza contare il fuel perchè, mi dice, il consumo è in base alla massa che lo attraversa. E qui, osserva, passano fleet intere. Ma questi sono gestiti dalle Alleanze o dalla specifiche Corp, chiedo. Entrambe le cose, mi spiega.

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Foto 4: il Jump Bridge, la capsulata e (più in piccolo) il mio POD

Per entrare ancora meglio nel dettaglio e comprendere meglio alcuni aspetti di questa nostra discussione, ecco uno stralcio dell’intervista in merito a questo Jump Bridge che, di fatto, riassume quanto appena scritto:

TH: Eccomi. Prendo delle foto del Jump Bridge. Spettacolo. E questo collega cosa? Due punti indistinti nello spazio che si vuole? O ci sono limitazioni?
XX: massimo 5 anni luce.
TH: Ok.
XX: Questo porta a OP9-BM.
TH: Chiarissimo.
XX: Riesci a saltare?
TH: Ci provo. No. Mi dice che potrei essere riconosciuto come una minaccia al quale sparare a vista. Comunque, non ne avevo mai visto uno prima. Ma si può saltare su una “rete” di questi?
XX: Si.
TH: Cioè, volendo si può creare una “catena” di Jump Bridges? Ah, ecco. Spettacolo.
XX: Le alleanze lo fanno.
TH: Quindi si bypassa il normale sistema di Stargates e si usano queste corsie preferenziali?
XX: Generalmente non sono uno attaccati all’altro. Servono per dare alle flotte scorciatoie per anticipare le flotte nemiche.
TH: Sì, immagino.
XX: Si. L’uscita sta a 8 jump. Di gate normali intendo.
TH: Spettacolo. Non oso pensare a quanto costi, una cosa così.
XX: Abbastanza. Il problema non è costruirlo però.
TH: E’ difenderlo.
XX: E’ mantenerlo.
TH: Immagino. Appunto.
XX: Neanche difenderlo.
TH: Ah, proprio mantenerlo? Cioè?
XX: Ci sono dei costi fissi da affrontare.
TH: Di che ordine sono le cifre? Giusto per capire.
XX: 800 milioni di ISK al mese piu o meno. Piu il fuel. E il fuel costa.
TH: 800 milioni al mese? Wow.
XX: Va in base alla massa che lo attraversa. Considera che qui ci passano flotte intere.
TH: Cioè?
XX: Cioè se passo io con la Covert Ops consumo poco fuel.
TH: Ah, ok.
XX: Immagina 40 navi.
TH: Cavolo. Devastante.
XX: Ma per un alleanza si fa. Ce ne saranno una quindicina in Yulai.
TH: Una quindicina di Jump Bridges? Incredibile. Ma questi sono gestiti dalle Alleanze o dalla specifiche Corporazioni?
XX: Entrambi. La Corporazione li mette in piedi di concerto con l’Alleanza
TH: Certo.
XX: Ne hanno aperto un ieri. Utile assai.
TH: Ma quando dici che ce ne sono circa 15 in Yulai intendi che l’Alleanza ne usa 15 sparsi in questi sistemi?
XX: Dico 30. Avevo esagerato in difetto. Comunque sì. Ci sono 30 circa di queste strutture.
TH: Sparse nei vari sistemi? Giusto?
XX: Si. Ci servono.
TH: Immagino. E’ veramente interessantissimo. Grazie.

Il Jump Bridge è sicuramente stata l’attrazione principale di questo nostro incontro. Breve, ma sicuramente interessante e ricco di emozioni. Terminato il giro, lei mi ha riaccompagnato verso lo Stargate che mi avrebbe riportato a Dital. Gli impegni chiamano e quando sei una capsulata, ex pirata, può succedere che chiamino spesso.

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Foto 5: lo Stargate per Dital e il mo POD pronto ad attraversala

CONCLUSIONE

Salutarsi è stato un po’ triste, per la fine di questo interessantissimo incontro. Dal canto mio ho sicuramente provato tante emozioni. Attraversare più sistemi null-sec, vedere con i miei occhi tecnologie e strutture fin’ora solo immaginate è stato, come sempre, entusiasmante. Sono grato alla capsulata di questa opportunità. E spero che un’altra occasione, magari più avanti, si possa ripresentare.

Come nota a piè di pagina, questo è il primo reportage che riesco a mettere online. Sento che posso ancora migliorare nella stesura. Ma spero vivamente di essere stato in grado di trasmettere l’emozione di essere lì e di poter quasi toccare con mano ciò che avevo davanti agli occhi.

Spero che la lettura possa essere stata di vostro gradimento come lo è stato, per me, scrivere questo prima reportage e, prima ancora, viverlo sulla mia pelle.

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